Il prezzo gonfiato: una pratica diffusa nel settore immobiliare
A volte, per capire,
ci vuole proprio un ingegnere
Michele Sacchet · Broker & Owner, Gruppo RE/MAX Casamia · Giugno 2026
Mio figlio Federico — Chicco, per tutti noi — è ingegnere meccanico. Ha una mente che scompone i problemi in variabili, li analizza e restituisce risposte con la precisione di un calibro. Ecco perché, quando mi ha detto quella frase, ho capito subito che valeva più di mille riunioni di settore. Ed è il motivo per cui vendere casa al prezzo giusto fin dall’inizio, come facciamo in REMAX Casamia, è la nostra unica regola.
“
Papà, le altre agenzie hanno molte più proposte di voi di RE/MAX. Però ho fatto una considerazione: forse è perché voi di RE/MAX vendete al prezzo giusto e, di conseguenza, vendete di più e prima.
— detto mentre cerca casa, guardando i portali immobiliari
Chicco sta cercando una casa più grande, per sè e sua moglie. Come molti acquirenti oggi, ha passato ore sui portali immobiliari: confrontando annunci, filtrando, analizzando. E ha notato qualcosa che in molti danno per scontato senza fermarsi a ragionarci: il portafoglio di RE/MAX Casamia gli è sembrato più “snello” di quello di certi concorrenti. Meno annunci. Meno proposte in vetrina.
Un altro avrebbe pensato: “questa agenzia è più piccola, ha meno roba”. Chicco (ben conoscendo la forza che l’Agenzia di suo padre ha sul mercato), invece, ha ragionato da ingegnere: se il portafoglio è più snello ma l’agenzia lavora da anni sul mercato, probabilmente è perché gli immobili vengono venduti. E se vengono venduti, probabilmente è perché il prezzo applicato e proposto era quello giusto fin dall’inizio.
Bravo, Chicco!
Hai descritto esattamente il motivo per cui facciamo le cose come le facciamo.
01 — Il problema
Il portafoglio gonfio e il “prezzo-esca”
Guardate i portali immobiliari con l’occhio di un acquirente attento — o di un ingegnere. Troverete, in qualsiasi città italiana, non solo a Belluno e Treviso, un numero consistente di annunci che portano etichette come «RIBASSO DI PREZZO», «NUOVO PREZZO», «PREZZO RIDOTTO».
Sembrano segnali positivi: l’agenzia è reattiva, il venditore tratta. In realtà raccontano una storia molto diversa.
Quella storia comincia sempre nello stesso modo: un agente acquisisce l’incarico di vendita accettando, o addirittura gonfiando, il prezzo che il proprietario vorrebbe. Non perché creda davvero in quel valore. Ma perché è il modo più facile per ottenere la firma sul contratto di esclusiva.
Poi si vedrà….
Il meccanismo in cinque passi
L’agente convalida — o non contrasta — la cifra che il proprietario desidera, anche quando è chiaramente sopra mercato. Chi “dà ragione” ottiene l’incarico. Chi è onesto spesso lo perde.
Il contratto è in tasca, di solito per 6 o 12 mesi. L’urgenza di vendere al prezzo giusto scompare. L’immobile entra in vetrina con il cartellino sbagliato.
Le settimane passano. Le visite sono poche o nulle. L’agente spiega al proprietario che “il mercato è fermo”, che “gli acquirenti sono cauti”. La responsabilità scivola altrove.
Arriva il momento del “suggerimento professionale”: bisogna abbassare il prezzo. Il portale segna «NUOVO PREZZO» e l’annuncio torna visibile come fosse una novità. L’acquirente pensa di trovare un’occasione. In realtà trova un immobile che nessuno ha voluto per mesi.
L’immobile viene infine venduto al valore di mercato reale — quello che l’agenzia avrebbe dovuto dire al proprietario il primo giorno. Solo che nel frattempo sono passati dodici, quindici, diciotto mesi.
È spesso il segnale che quegli immobili non si vendono.
⚠ Il dettaglio che nessuno legge nel contratto
Il ribasso scritto nero su bianco
C’è un dettaglio che pochi proprietari notano quando firmano il mandato con certe agenzie — in particolare alcuni franchising strutturati: la clausola di riduzione automatica del prezzo.
Nero su bianco, nel contratto, è già previsto l’obbligo di abbassare il prezzo del 10–15% se l’immobile non viene venduto entro trenta giorni.
Significa che l’agenzia sa già, nel momento stesso in cui acquisisce l’incarico, che quel prezzo non reggerà
Lo sa, lo firma, e non lo dice al proprietario. Il ribasso non arriva perché “il mercato non ha risposto” — arriva perché era già scritto nel contratto che il venditore ha firmato.
È una strategia pianificata a tavolino, non una risposta al mercato.
02 — Il danno
Chi ci rimette, e quanto
Il proprietario che si affida a un’agenzia disposta ad acquisire a qualsiasi prezzo subisce un danno concreto e misurabile, per non aver messo subito in vendita la sua casa al prezzo giusto, anche se spesso non se ne accorge.
ribasso medio documentato su annunci con storico prezzi visibile nel mercato bellunese
mesi medi sul mercato prima della vendita, nei casi di prezzo iniziale gonfiato
settimane: la finestra d’oro in cui un immobile a prezzo giusto genera il massimo interesse
Le prime settimane di vita di un annuncio sono le più preziose. Gli acquirenti seriamente motivati monitorano il mercato con continuità: quando esce qualcosa di nuovo a prezzo corretto, si muovono subito. Se il prezzo è sbagliato, queste persone passano oltre — e spesso non tornano, nemmeno quando l’annuncio viene ribassato mesi dopo.
C’è poi un effetto psicologico da non sottovalutare: un immobile che ha accumulato ribassi è stigmatizzato. Il potenziale acquirente vede lo storico delle variazioni di prezzo — oggi molti portali lo mostrano — e ragiona: “Se lo chiedevano a 190.000 e ora è a 160.000, posso spuntarne 145.000”. Il ribasso chiama il ribasso.
C’è infine un danno al mercato nel suo insieme. Quando molti immobili vengono pubblicizzati a prezzi gonfiati per mesi prima di scendere al valore reale, le statistiche risultano distorte.
I prezzi medi richiesti sembrano più alti di quelli a cui si chiude davvero — secondo i dati di Immobiliare.it ad aprile 2026 il prezzo medio nel comune di Belluno si attesta a € 1.506/mq, ben al di sotto della media provinciale.. Questo genera aspettative errate nei venditori successivi, alimentando un circolo vizioso che sfalsa la percezione del mercato reale.
03 — Lo strumento
Vendere casa al prezzo giusto: lo strumento che fa la differenza
In RE/MAX Casamia, ogni acquisizione di mandato passa attraverso uno strumento preciso: la Stima Comparativa di Mercato — nella metodologia Mike Ferry, la CMA (Comparative Market Analysis).
Non è una stima “a spanne” fatta sulla base delle aspettative del proprietario. È un’analisi strutturata che confronta l’immobile con quelli effettivamente venduti nella zona, nelle stesse condizioni, negli ultimi mesi.
Come funziona la Stima Comparativa di Mercato
La CMA si costruisce su tre categorie di dati, non su una cifra desiderata:
Immobili venduti — prezzi di chiusura reali, non prezzi richiesti. Solo questi misurano il mercato vero.
Immobili attualmente in vendita — la concorrenza diretta con cui l’acquirente comparerà il nostro immobile. Determinano il posizionamento relativo sul mercato.
Immobili scaduti o ritirati — quelli che non si sono venduti. Spesso perché il prezzo era sbagliato. Sono il monito più potente da mostrare a un proprietario tentato di chiedere troppo.
Il risultato è un valore di mercato fondato su evidenze, non su speranze. Quando lo presentiamo al proprietario, non stiamo “abbassando le sue aspettative”: stiamo proteggendo il suo interesse reale, che è vendere bene e in tempi ragionevoli.
È un atto di rispetto professionale. E di coraggio commerciale: perché non sempre il venditore vuole sentirsi dire che la sua casa vale meno di quanto pensava. Ma è esattamente per questo che esistono i professionisti.
Perchè vendere casa al prezzo giusto non è un’opinione: è il risultato di un’analisi documentata.
04 — Il metodo
Nel Gruppo RE/MAX Casamia: il prezzo giusto è un obbligo, non un’opzione
In tutti gli uffici del Gruppo RE/MAX Casamia — Belluno, Treviso, Valdobbiadene, Lamon — esiste una regola che non si discute: non si acquisisce un incarico a un prezzo che non si è disposti a difendere con i dati.
Non è un limite alla nostra capacità di acquisire mandati. È la condizione che rende ogni mandato serio, per vendere la casa che il cliente di ha affidato al prezzo giusto.
Un incarico acquisito a un prezzo sbagliato non è un’opportunità: è un problema rinviato, che si trasformerà in frustrazione per il proprietario, in perdita di tempo per l’acquirente, e in danno reputazionale per l’agenzia.
Gruppo RE/MAX Casamia — I nostri must
Vendere casa al prezzo giusto: un obbligo, non un’opzione.
Ogni proposta di acquisizione è accompagnata da una Stima Comparativa di Mercato documentata e condivisa con il proprietario
Non acquisiremo mai un incarico a un prezzo che sappiamo non essere sostenibile dal mercato
La riduzione di prezzo non è uno strumento gestionale dell’incarico: è un fallimento che vogliamo prevenire fin dal primo giorno
Il tempo medio di vendita degli immobili del nostro portafoglio è il nostro indicatore di qualità più importante
Il proprietario ha diritto di sapere la verità sul valore del suo immobile, anche quando non è quella che vorrebbe sentire
È questo che Chicco, l’ingegnere, ha intuito guardando i portali da acquirente.
Un portafoglio più snello ma più “fresco” — pochi annunci, breve permanenza, prezzi stabili — è il segnale di un’agenzia che lavora bene. Non di una che lavora poco.
È il servizio più alto che un agente immobiliare professionale
possa offrire a chi gli affida la propria casa.
Hai un immobile da vendere e vuoi sapere qual è davvero il suo valore di mercato?
Chiedi una Stima Comparativa di Mercato gratuita a uno dei nostri consulenti.
Michele Sacchet — Broker & Owner, Gruppo RE/MAX Casamia — Giugno 2026