«Servono più case, non soltanto nuove regole!»
Lunedì 26 ottobre Michele Sacchet parteciperà all’incontro in Comune, portando sia la voce di APPC Belluno–Treviso sia l’esperienza dei colleghi agenti immobiliari del Gruppo RE/MAX Casamia. Al centro del confronto, il ruolo delle imprese, la sicurezza delle locazioni e il recupero degli alloggi inutilizzati.
Chi lavora ogni giorno nel mercato immobiliare conosce bene una contraddizione sempre più evidente: ci sono persone che cercano disperatamente un’abitazione in affitto e proprietari che, pur disponendo di un immobile, preferiscono non concederlo in locazione.
Non sempre è una questione di prezzo.
Spesso entrano in gioco il timore della morosità, le difficoltà nel recuperare l’immobile, i costi di manutenzione e l’incertezza sulle garanzie offerte dal sistema.
È da questa realtà quotidiana che nasce il contributo che il Gruppo RE/MAX Casamia intende portare al Tavolo «Abitare» del Comune di Belluno, in programma lunedì 26 ottobre alle ore 11.30.
All’incontro parteciperà Michele Sacchet, broker titolare del Gruppo RE/MAX Casamia e vicepresidente di APPC Belluno–Treviso, in rappresentanza dell’associazione dei piccoli proprietari e portando anche l’esperienza dei colleghi agenti immobiliari associati al Gruppo.
Una doppia prospettiva che permette di osservare il problema da due lati complementari: quello del proprietario che deve decidere se mettere a disposizione il proprio immobile e quello del professionista che incontra quotidianamente le esigenze di chi cerca casa.
Il problema non è soltanto trovare gli inquilini
«Nel nostro lavoro incontriamo proprietari disponibili a valutare una locazione, ma preoccupati dai rischi che potrebbero derivarne. Allo stesso tempo incontriamo persone con un lavoro e un reddito che non riescono a trovare un’abitazione adeguata», osserva Sacchet.
È un problema particolarmente rilevante in provincia di Belluno, dove la disponibilità di alloggi incide anche sulla possibilità delle imprese di attrarre personale.
Un lavoratore che arriva da un’altra provincia deve poter trovare non soltanto un impiego, ma anche un luogo nel quale vivere.
Senza questa seconda condizione, persino un’opportunità professionale interessante rischia di essere rifiutata.
Il ruolo delle aziende nella ricerca di soluzioni
Secondo Sacchet, proprio il coinvolgimento delle imprese dovrebbe rappresentare uno degli elementi qualificanti del Tavolo.
Le organizzazioni imprenditoriali potrebbero contribuire a individuare il reale fabbisogno abitativo dei propri associati, favorire convenzioni con i proprietari e valutare strumenti collettivi di garanzia.
Tra le proposte da approfondire vi sono fondi contro la morosità, sostegni temporanei agli alloggi dei dipendenti e programmi di recupero degli immobili oggi non utilizzati.
Il coinvolgimento di Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato Imprese Belluno e delle altre rappresentanze economiche consentirebbe di affrontare il problema anche dal punto di vista delle necessità produttive.
«La ricerca di personale e la disponibilità di abitazioni sono due questioni sempre più collegate. Credo che il sistema delle imprese possa dare un contributo determinante, senza che tutte le responsabilità ricadano sui proprietari o sulle amministrazioni pubbliche».
Da Treviso arriva un segnale significativo
Il tema è tornato d’attualità anche nella Marca trevigiana.
Il 24 ottobre TrevisoToday ha dedicato un articolo alla proposta di un fondo di garanzia per gli affitti, rilanciando il dibattito sulla possibilità di rimettere in circolazione una parte delle abitazioni vuote.
L’iniziativa di CNA Treviso dimostra quanto il tema della sicurezza delle locazioni stia assumendo importanza anche per il mondo produttivo.
Un confronto che si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche abitative trevigiane, al quale si affianca il piano comunale Abitare Treviso.
L’esperienza trevigiana solleva tuttavia anche un interrogativo: come evitare che tavoli e progetti, dopo una fase iniziale di confronto, perdano slancio senza raggiungere risultati misurabili?
Per Sacchet, che segue il tema anche come vicepresidente APPC per le province di Belluno e Treviso, è essenziale coinvolgere stabilmente tutte le realtà chiamate a contribuire alle soluzioni.
Gli agenti immobiliari possono offrire un contributo concreto
Il Gruppo RE/MAX Casamia ritiene che la professionalità degli agenti immobiliari possa rappresentare una risorsa importante per affrontare queste problematiche.
Il contatto quotidiano con proprietari, acquirenti e aspiranti conduttori permette di comprendere quali immobili siano effettivamente disponibili, quali richiedano interventi di recupero e quali condizioni contrattuali possano favorire nuovi rapporti di locazione.
La collaborazione tra professionisti, associazioni dei proprietari, amministrazioni e imprese potrebbe permettere di individuare soluzioni praticabili, valorizzando le competenze di ciascuno.
Non si tratta di sostituirsi alle istituzioni, ma di mettere a disposizione conoscenze ed esperienza maturate direttamente sul mercato.
Dalle intenzioni ai risultati
I vademecum presentati dalle associazioni partecipanti al Tavolo rappresentano strumenti utili per informare proprietari e inquilini.
Ma la sfida più importante è aumentare concretamente la disponibilità di abitazioni.
«Sarebbe interessante arrivare a un progetto pilota nel quale imprese, proprietari, amministrazioni e professionisti collaborino per rendere disponibili alcuni alloggi, verificando sul campo quali strumenti funzionano davvero», conclude Sacchet.
Un percorso che potrebbe partire da un numero limitato di immobili e ampliarsi progressivamente, sulla base dei risultati raggiunti.
Perché la vera risposta all’emergenza abitativa non è soltanto sapere come affittare una casa, ma creare le condizioni perché quella casa venga realmente messa in affitto.
Il Gruppo RE/MAX Casamia seguirà con attenzione i lavori del Tavolo «Abitare» e continuerà a promuovere il confronto tra proprietà immobiliare, mondo produttivo e professionisti del settore.
RE/MAX Casamia – Belluno, Treviso e Valdobbiadene
Approfondimento: APPC Belluno–Treviso